Serata al centro studi portopotentini: “Rigassificatore e le scelte energetiche nel nostro territorio”

Giovedì 4/03/2010 alle ore 21,00 Città Prestata è stata invitata dal centro Studi Portopotentini nella propria sede di Porto Potenza Picena per discutere insieme ed approfondire il tema del Rigassificatore ed in generali le questioni attinenti alle scelte energetiche del nostro territorio.

Ci siamo riuniti come “cittadini in crisi” (dalle parole dell’organizzatrice della serata) questo perché I beni comuni a cui ogni persona ha diritto sono diventati prima bisogni e poi merci” ed, invece di considerare l’acqua l’aria, la superficie agricola, il mare come beni finiti, li abbiamo trattati da beni infiniti ed indeteriorabili.

Così “Abbiamo utilizzato l’acqua in abbondanza sia per vivere e progredire che per scaricare i nostri rifiuti. Ce n’è in abbondanza! Si diceva “sano come un pesce!” perché il mare accoglieva le nostre immondizie e continuava a darci il pesce sano da mangiare.

Ora siamo in crisi perché non possiamo più comportarci così. Madre natura si rifiuta di ospitarci, sappiamo solo sporcare,e lei si rivolta, trova un altro equilibrio e ci elimina secondo le sue leggi”.

La serata è iniziata con un interrogativo i nostri avi “ Ci hanno lasciato in eredità un paesaggio ed un abbiente che tutti ci invidiano, che è per noi ricchezza. Noi cosa lasciamo ai nostri figli, ai nostri nipoti? Un mare inquinato, dove i pesci muoiono, un paesaggio artificiale dove lasciamo morire le nostre colture?”

all’incontro sono intervenuti:

  • l’ing. Petro Feliciotti, del comitato “rigassificatore? No grazie”, (www.rigassificatorenograzie.com) il quale ancora una volta con puntualità, precisione e dovizia di dati tecnici ha esposto quelli che sono i rischi e le problematicità relative alla sicurezza di un impianto rigassificatore off-shore;
  • il dott. Leonardo Marotta, “ambientologo” esperto in impatti ambientali ha messo in luce quelli che potrebbero essere le conseguenze ed i danni ambientali di un impianto di rigassificazione come quello che si potrebbe realizzare a largo delle nostre coste, con particolare riguardo delle conseguenze sulla flora e sulla fauna marina, nonché sulla possibile alterazione dell’ambiente marino “tout-curt”;

nel corso della serata inoltre, è stata messa in luce la problematica del metodo delle scelte. In fatti, oggi, in settori chiave come quello delle energia è prassi da parte di chi ci governa ed amministra di trincerarsi dietro lo scudo dei tecnici per prendere decisioni fondamentali per il futuro della società, senza che i cittadini vengano minimamente messi in grado di pronunciarsi o, ancor peggio, senza che gli stessi vengano informati su dette decisioni.

Chi amministra la cosa pubblica tende ad escludere i cittadini da tali decisioni, facendo perno sul fatto che certe decisioni esulano dalla comune conoscenza, si affidano pertanto all’esclusiva parola degli “addetti ai lavori”, per escludere la gente comune e il popolo dalle decisioni, come se si potesse demandare ai tecnici le scelte sul nostro futuro.

Si vuol dimostrare che la forma più compiuta e matura di democrazia sia la “tecnocrazia”, il governo dei tecnici, dimenticando che oltre all’aspetto tecnico vi è un aspetto di opportunità che per sua stessa natura è, e non può che essere, politico e, in quanto tale, appartenente ai cittadini e al popolo secondo il dettato costituzionale “La Sovranità appartiene al popolo…” (art.1 cost.).

Da tutto quanto sopra è emersa la necessità di un cambiamento possibile che si fondi su una coscienza condivisa che sappia mettere al centro delle scelte politiche fondamentali l’uomo, inteso quale persona libera ed appartente ad una società e all’ambiente naturale che lo circonda, solo considerando l’uomo per quello che è : parte della natura è possibile compiere il passaggio dalla cultura del costruire a quella dell’abitare e riscoprendo la necessità di custodire il territorio naturale, per capirne e valorizzarne le vocazioni.

Solo rispettando l’ambiente e la natura si rispetterà l’uomo e si getteranno le basi per un futuro diverso.

Solo tramite una coscienza condivisa, forte ed unitaria che richiami i valori costituzionali della partecipazione, della trasparenza e dei i diritti fondamentali dell’uomo, la politica cesserà di essere potere fine a se stesso e tornerà ad essere al servizio della collettività.

Ringraziamo il centro studi per l’iniziativa e per l’ospitalità, consapevoli che ci saranno altre occasioni di lavoro comune perché solo unendo le esperienze e le idee dei cittadini e delle associazioni si potrà iniziare il cammino verso quel cambiamento possibile.

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