Rigassificatore GNL Tritone – nuovi sviluppi

Con recente decreto il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare di concerto con il ministero per i beni e le attività culturali ha decretato

la compatibilità ambientale relativamente al progetto presentato dalla società Tritone GNL SpA, con sede in Milano, Via Spadolini, 7 B, (subentrata alla società GDF Suez S.A.) alla realizzazione di un “terminale offshore di rigassificazione GNL localizzato al largo delle coste della Regione Marche antistante il comune di Porto Recanati”, con capacità di rigassificazione fino a 5 miliardi di q/anno…

a condizione che vengano rispettate delle prescrizioni per le quali rimandiamo direttamente al decreto consultabile:

icona PDF http://www.minambiente.it/export/sites/default/archivio/allegati/Decreti_VIA/2011/decreto_21_01_11_16.pdf.

La notizia arriva inaspettata soprattutto dopo la grande mobilitazione dei cittadine e delle associazioni dei paesi interessati e la conseguente presa di posizione della Regione Marche.

Ancora una volta la partecipazione è messa in seria discussione e si riaffacciano alla mente interrogativi mai sopiti:

Eesiste un piano energetico nazionale? Quali sono le scelte del governo e delle amministrazioni in generale sull’energia? Esiste una sorta di programma, di pianificazione, di strategia? O si naviga a vista? L’impianto di rigassificazione è necessario? È strategico? Quale è il nostro fabbisogno di gas? Il rigassificatore è un scelta che guarda al futuro o è un prodotto del passato?

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2 comments on “Rigassificatore GNL Tritone – nuovi sviluppi
  1. Rodolfo ha detto:

    In una situazione energetica che verrà rivoluzionata, il solo pensare di contrabbandare la salute del mare per il business è simbolo di una incompatibilità temporale di chi attualmente comanda che non sa neanche comprendere tutti i segnali del mondo che li circonda.

  2. Andrea Rossetti ha detto:

    Sono d’accordo con te Eddi
    e mi chiedo, visti i fatti successi nelle ultime settimane prima con la Libia ed ora con il disastro nucleare Giapponese e visto che l’UE è una Comunità politica ed economica che oltretutto vanta anche un mercato unico non sia il caso che questa adotti una politica energetica indivisa per tutti gli stati, con degli obiettivi comuni.
    Si, ci sono i protocolli mondiali sulle emissioni e sull’energia, ma applicando gli stessi criteri per rispettare questi protocolli forse si potrà andare più lontano.
    Fortunatamente sembra che in Europa si stia rimettendo in discussione il nucleare (sfortunatamente c’è voluto un altro incidente), ma l’Italia come al solito non ci vuole sentire su questo fronte e sembra intenzionata ad andare avanti senza se e senza ma.
    E’ proprio questo che mi fa pensare che non ci sia un piano energetico ed una politica energetica degna di questo nome ed è questo secondo me quello che la società dovrebbe sapere, verso quale direzione si andrà. E poi dicono che sono gli antinuclearisti a dire no a priori senza sentire ragioni…a me sembra invece che sia proprio questo sistema politico ad andare avanti verso troppe direzioni, ignorando ogni segnale ed andando avanti per la sua strada…sembra che loro vivano in un altro mondo…

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