APPELLO AI CANDIDATI ALLA PRESIDENZA DELLA PROVINCIA DI MACERATA

pubblichiamo di seguito l’appello che il prof. Girio Marabini ( preside dell’ITi di Recanati) ha inviato ai condidati presidenti della provincia che si sfideranno nel ballottaggio del 29/30 maggio p.v. crediamo vi siano numerossi spunti di riflessione buona lettura e buona riflessione:
“APPELLO AI CANDIDATI ALLA PRESIDENZA DELLA PROVINCIA DI MACERATA
Rivolgo ai candidati alla presidenza della provincia di Macerata, un appello affinché mettano al centro della loro attività politica e amministrativa tra gli altri temi, due questioni fondamentali per la nostra comunità: la condizione giovanile e la qualità della vita.
In un precedente appello per le elezioni del 2009 indicavo come drammatico il silenzio dei giovani: I giovani non parlano più, non manifestano neppure nelle forme esagerate spesso tipiche degli slanci ideali loro propri. La condizione dei giovani(almeno di tanti di loro) oggi è singolare: sembrano attrezzati per affrontare la vita eppure sono così fragili, vuoti, non sanno come riempire il loro tempo vuoto, niente più sembra interessarli. Hanno spesso una autonomia e una libertà non conquistate: l’idea di fondo è ” Sono libero e padrone di me stesso” . Questa libertà arriva a volte fino all’ autodistruzione . Non è forse un caso l’enorme diffusione della droga, del fumo e dell’alcool tra i giovani. Occorre allora recuperare per loro l’ideale, anzi, in modo più integrale, la fede. Per il cristiano o per il credente la fede in Dio, per tutti il coraggio di credere in un ideale. In che cosa credono i giovani? Sono essi sostenuti da un ideale? Gli adulti fanno qualcosa perché i giovani credano nel loro futuro?Avere una fede potrebbe aiutare ognuno di noi, giovani compresi, a non perdersi in questa società in crisi e senza valori.
Avere una fede significa avere delle certezze, dei significati per cui vivere e morire. Sono i significati della vita che vanno difesi ad ogni costo dentro lo stordimento della pletora delle informazioni.
Il primo significato è l’essere e sentirsi persona: persona capace di senso critico, di assunzione di responsabilità e di battersi per la libertà. La stessa idea politica quando in qualche modo cessa di essere fede non ci scalda più e sicuramente scade a semplice gestione del potere, “un cratere spento al posto di un fiume di lava” diceva il filosofo Italo Mancini.
Come una malattia la crisi di fede non rafforza ma fa morire.
Occorre allora “stanare” i giovani, dare loro delle certezze, scaldare i loro cuori, interessarli ai valori. Dei valori i giovani hanno assoluto bisogno.
Di questa esigenza la scuola cerca di farsi carico ma deve essere sostenuta dalle Istituzioni, le quali devono avere comportamenti adeguati e coerenti.
Per i giovani, che sono il futuro della nostra società, è necessario recuperare senso e significato alla realtà, costruire alternative credibili, proporre, dando l’ esempio, modelli culturali che valorizzino la famiglia, la persona e la creatività.
Aiutiamoli a costruire un progetto di vita concreto, sano e realizzabile. L’ideale è il sogno ma il sogno lucido del giorno.
E’ L’APPELLO che rivolgo a voi amministratori pubblici. Potete fare molto in questa direzione anche e semplicemente restituendo alla politica il significato ed il valore originari: politica come amministrazione della “polis”(la comunità dei cittadini) per il bene di tutti, che sappia determinare uno spazio pubblico al quale tutti i cittadini partecipano. Voi amministratori dovete e potete rimuovere ogni ostacolo che continui ad escludere i giovani dalla forma primaria di partecipazione alla società che è il lavoro.
Se non ne faranno mai esperienza, non potranno mai valutare i significati della vita.
Profondamente legato al futuro dei giovani è poi il tema della qualità della vita dei cittadini, cioè di quelle condizioni che permettono ad ognuno di sviluppare la propria personalità e condurre una vita serena e sicura.
Tra gli aspetti che possono migliorare la qualità della vita vi è senza dubbio quello di un uso consapevole del territorio.
Ad esempio le recenti alluvioni hanno messo in luce l’assenza quasi totale di cura del territorio e del controllo del regime delle acque. Si piange sui soldi che non vi sono per i risarcimenti dei danni ma si fa generalmente poco o nulla ai fini della prevenzione e della cura del suolo.
L’”aver cura” dovrebbe essere la pratica quotidiana di ogni amministratore.
Il territorio ha bisogno di essere oggetto di“cure” non solo perché è supporto alla vita e agli ecosistemi, ma anche perché è la base della vita e delle attività dell’uomo, in modo speciale dell’attività agricola ed è, inoltre, l’elemento essenziale del paesaggio. Ma oggi la progressiva riduzione delle aree destinate a usi rurali, si pensi anche ai campi fotovoltaici che stanno sostituendo i vigneti, i frutteti, le diverse colture, insieme al sensibile aumento del peso dei sistemi insediativi, quali le tante e diffuse zone industriali (ogni comune ha la propria) stanno accelerando il suo naturale processo di degrado. La nostra Valle del Potenza e quella più piccola dell’Asola, ancora sono valli che possono essere salvate. Da qui un appello ai candidati alla provincia di Macerata e ai Sindaci a mantenere e conservare la “bellezza” delle nostre valli,impedendo o limitando, ad esempio, il proliferare degli impianti fotovoltaici sui campi, impianti che invece possono essere agevolmente insediati nelle zone industriali e sui tetti delle industrie e delle abitazioni.
Un valido strumento potrebbe essere la costituzione sulla valle del Potenza di un “parco agricolo”di cui vi sono esempi importanti in Toscana ed in Lombardia.
Gli obiettivi del parco potrebbero essere i seguenti che si desumono dai progetti già attuati: promuovere la conoscenza degli elementi naturali, paesaggistici, culturali e delle realtà agricole ancora presenti sul nostro territorio; sostenere ed incentivare le attività agricole – gli agricoltori sono i principali custodi del territorio- promuovendo forme di agricoltura di qualità, di agriturismo che possono favorire l’occupazione giovanile e forme di imprenditoria giovanile; valorizzazione e sostegno dell’Istituto Tecnico Agrario di Macerata e di quegli Istituti tecnici che offrono anche specializzazioni di chimica e di biotecnologie ambientali, quale anche l’Istituto Tecnico di Recanati promozione e coordinamento della cura del territorio, del regime delle acque e della viabilità rurale,offrire nuove e qualificate opportunità di fruizione del territorio rurale anche a fini ludico/ricreativi/sportivi, promozione della produzione ortofrutticola (biologico) a filiera corta di vendita recupero anche ai fini energetici delle potenzialità del fiume Potenza.

Il Parco Agricolo, tuttavia, non deve essere pensato come una sovrastruttura o un ulteriore Ente, che facilmente potrebbe divenire Ente inutile, ma come nuovo modello di gestione del territorio, attraverso la collaborazione tra Amministrazioni comunali, imprenditori agricoli, cittadini che sul territorio vivono, lavorano e trascorrono il proprio tempo libero.
Un modello di gestione partecipata e condivisa il cui coordinamento dovrebbe essere affidato alla Provincia .
Girio Marabini”

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